Singapore
Il primo imbarco. Una petroliera. L'oceano davanti, Trieste dietro. Punto di non ritorno.
TRIESTE → IL MONDO
per generare
una stella danzante
L'ORIGINE
Da bambino guardavo le navi attraccare a Porto San Rocco e mi chiedevo cosa ci fosse oltre quell'orizzonte. Non ho aspettato la risposta.
A 18 anni ero già imbarcato su una petroliera diretta a Singapore. Da lì non mi sono più fermato: tre anni a Londra, quattro in Grecia, uno a Malta. In mezzo, settantadue paesi a bordo di navi mercantili.
Oggi vivo in un camper con un bulldog che dorme sempre e un pappagallo che non smette mai. Non sto fuggendo da qualcosa. Sto andando verso qualcosa che ancora non so nominare.
LA STRADA
Il primo imbarco. Una petroliera. L'oceano davanti, Trieste dietro. Punto di non ritorno.
Anni a bordo di navi mercantili. 72 paesi. L'oceano come casa, ogni porto come un nuovo mondo.
Londra (3), Grecia (4), Malta (1). Radici piantate e strappate, ancora e ancora.
Era a bordo quando la nave colpì gli scogli. La vide inclinarsi nel buio. La vita gli passò davanti.
Da due anni la casa è su quattro ruote. Destinazione: sconosciuta. Equipaggio: un bulldog e un pappagallo.
13 GENNAIO 2012 · ISOLA DEL GIGLIO
«La nave che si inclinava nel buio, il caos, i passeggeri che urlavano. La vita che ti passa davanti in pochi secondi — e capisci quanto vale.»
Il 13 gennaio 2012, alle 21:45, la Costa Concordia — una delle navi da crociera più grandi al mondo, 290 metri e 4.252 persone a bordo — colpì gli scogli de Le Scole all'Isola del Giglio. Lo squarcio nello scafo era di 36 metri. In pochi minuti la nave cominciò a inclinarsi sul fianco di dritta. Lorenzo era a bordo.
Nel caos totale del blackout, dei corridoi che diventavano pareti, delle lance di salvataggio che non si riuscivano ad ammainare, Lorenzo riuscì a mettersi in salvo. La mattina dopo era già su una nave di soccorso a documentare il relitto — la Concordia completamente rovesciata sull'isola, 32 persone che non avevano avuto la stessa fortuna.
«Quando sei lì e non sai se esci vivo, cambi. Non puoi non cambiare.»
MISSIONI
Cinque volte ho mollato tutto per andare dove c'era bisogno. Senza telecamere, senza sponsor. Solo le mani e la voglia di fare qualcosa che avesse senso.
Nel 2018, dopo l'incendio di Mati che uccise 102 persone, Lorenzo organizzò una raccolta straordinaria di vestiti, coperte e materiali. «Ogni 15-20 minuti arrivava qualcuno in punta di piedi a ringraziare.» Tra i momenti indimenticabili: la carrozzina regalata ad Angelos, che aspettava da mesi.
Aiuti dopo il terremoto. Con quello che c'era, senza burocrazia, senza aspettare che qualcun altro si muovesse.
Dopo l'esplosione del porto di Beirut, Triestin on the Road ha collaborato con la Sezione UNSI di Trieste per caricare un container di vestiario per bambini e ragazzi 0-12 anni. Presenti il Presidente Cav. Salvatore, Lorenzo Gentile e i rappresentanti libanesi Ahmad Yazbek e altri, che hanno ricevuto il materiale per distribuirlo a Beirut.
Il 29 dicembre 2020 un terremoto di magnitudo 6.4 ha raso al suolo Petrinja, a 50 km da Zagabria e a poche ore dall'Italia. Lorenzo è partito subito con aiuti. I confini non significano niente quando qualcuno ha bisogno.
IL CREW
Cresciuto guardando le navi a Porto San Rocco. Ha fatto il primo imbarco a 18 anni. Poi non si è più fermato. Oggi racconta il mondo dal sedile di un camper.
Dorme 18 ore al giorno, sbava sul sedile, annusa ogni cosa che trova. In compenso non si lamenta mai del percorso. Il compagno di viaggio ideale.
Vocifera, imita, commenta e giudica ogni decisione. Non ha ancora capito che il GPS sa quello che fa. Si prende però cura di Bruno meglio di chiunque altro.
“Il viaggio più importante
che devo ancora fare
è quello dentro di me.” — Lorenzo Gentile
COLLABORAZIONI
Non faccio pubblicità. Racconto esperienze reali. Se il tuo prodotto fa parte del mio viaggio, la storia si racconta da sola — su Instagram, Facebook e TikTok.
Instagram, Facebook, TikTok — contenuti autentici dal vivo, non in studio.
72 paesi vissuti in prima persona. Una community che segue da tutto il mondo.
Il prodotto entra nella storia. Non la interrompe — è parte del racconto.
Perché diciamocelo: i contenuti con gli animali funzionano sempre meglio.
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